“Il silenzio ci insegna a parlare, ci aiuta a discernere il peso delle parole, porta a interrogarci su quanto abbiamo detto o sentito: nessun mutismo, ma quel silenzio che restituisce a ogni parola un significato, che impedisce ai suoni di diventare rumori, che trasforma il “sentito dire” in ascolto. Il silenzio, allora come custodia  del fuoco che arde nel nostro cuore, custodia delle nostre motivazioni più profonde, occasione di uscita dal vortice: con il silenzio possiamo scendere dalla giostra, smettere di ruotare senza mai avere in mano la direzione. Grazie al silenzio, quante potenzialità ritrovate nell’esercizio dei nostri sensi: se per percepire meglio un gusto particolare chiudiamo gli occhi, perché non renderci conto che il silenzio affina lo sguardo, l’udito, il tatto…”

Enzo Bianchi

tratto da: “Ogni cosa alla sua stagione”, ed. Einaudi

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